Descrizione del corpus

L’obbiettivo principale del progetto IMPAQTS (Implicit Manipulation in Politics – Quantitatively Assessing the Tendentiousness of Speeches) era la costruzione di un grande corpus multimodale di discorso politico italiano, annotato per i contenuti discutibili trasmessi implicitamente. Il progetto è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca italiano (codice PRIN: 2017STJCE9) ed è stato diretto da Edoardo Lombardi Vallauri (Università Roma Tre) in qualità di Principal Investigator.
Al momento di questa stesura, la raccolta del corpus e la sua annotazione pragmatica sono state completate. Il corpus conta circa 2.358.907 token e 2.085.970 parole. È annotato e completamente interrogabile attraverso una risorsa online dedicata reperibile al seguente indirizzo web: https://impaqts.dilef.unifi.it/

Tipi di testi

Il corpus IMPAQTS include 1500 discorsi pronunciati da politici italiani nella storia della Repubblica (1946-2023). Il discorso politico è un genere ampio, e comprende tipi testuali e comunicativi molto diversi, che vanno dagli interventi nelle Camere del Parlamento alle dirette sui social media. Più specificamente, si sono classificati i discorsi politici secondo le seguenti variabili comunicative:

  1. canale (in presenza vs. trasmesso);
  2. destinatari (istituzioni, sostenitori, pubblico generale);
  3. struttura (monologo, dialogo, conversazione).

Per quanto riguarda l’ultima variabile, il corpus IMPAQTS raccoglie solo monologhi, concentrandosi quindi sulla struttura più tipica del discorso politico ed escludendo dialoghi politici e conversazioni. Incrociando le altre due variabili, sono distinti nel corpus sei tipi di monologo politico, che si possono descrivere secondo caratteristiche sociolinguistiche e testuali:

Tipo Canale Destinatari Caratteristiche Codice identificativo
Assemblea istituzionale in presenza istituzioni registro formale o solenne, grado molto elevato di pianificazione A
Comizio in presenza sostenitori formalità e pianificazioni variabili C
Riunione di partito in presenza istituzioni (colleghi di partito) formalità e pianificazione variabili P
Dichiarazione in presenza in presenza istituzioni, pubblico generale, giornalisti formalità e pianificazione variabili F
Dichiarazione trasmessa trasmesso (tv o radio) pubblico generale registro medio-formale e pianificazione alta T
Dichiarazione su nuovi media trasmesso (nuovi media digitali) followers registro medio (può contenere tratti informali), grado di pianificazione variabile N

Il linguaggio politico italiano rappresentato dal corpus IMPAQTS non è dunque un’entità monolitica, ma accanto a produzioni più formali include casi di registro medio e persino informale, come si vede negli esempi seguenti di discorso parlamentare (1), comizio (2) e dichiarazione tramite nuovi media (3):

(1) Il diritto sancito dall’articolo 1 della Costituzione, secondo cui la sovranità appartiene al popolo, irride, per quanto riguarda la Lega, all’accusa secondo cui essa lavorerebbe per il re di Prussia. Quindi nessuna crisi ispirata ad oblique nostalgie del manuale Cencelli o peggio, ad un infausto riciclaggio. [UBOS94-A1]

(2) Anche il PD ci sta dando grandi soddisfazioni. Campione della loro campagna elettorale è nientepopodimeno che Fabio Fazio. Appena insignito del Guinness dei primati per essere riuscito ad annuire 1092 volte in un’intervista di 20 minuti ad Emmanuel Macron. Intervista nella quale è perfino riuscito a pronunciare la scandalosa frase: “Si dice che Parigi sia la capitale d’Italia”. Fabio Fazio, se l’Italia ti fa così schifo, forse faresti bene a farti pagare il tuo stipendio milionario dai francesi, invece di pretendere che ti venga pagato con i soldi del canone della RAI. [GMEL19-C1]

(3) Mentre tutti gli altri (ahi noi) compresi i tanti giornaloni che fanno sempre comunella e vanno a braccetto con i partiti, ovviamente quelli di centrodestra, di Berlusconi, ma tanti altri giornaloni stanno facendo un po’ la battaglia per il NO al referendum, perché si taglia la democrazia. No, è una palla! [DTON20-N1]

Il tipo di discorso è uno dei principali criteri di bilanciamento del corpus. Dei 1500 discorsi, il 40% (600 discorsi) è del tipo A, il 20% è del tipo C (300 discorsi), il 10% è del tipo P (150 discorsi). Il restante 30% (450 discorsi) consiste in dichiarazioni raccolte senza un bilanciamento interno, ovvero: 245 dichiarazioni in presenza, 176 dichiarazioni trasmesse e 29 dichiarazioni tramite nuovi media.
Data la sua importanza, il tipo di discorso è segnalato nel codice che identifica ciascun discorso, in cui appare come penultimo carattere. Ad esempio, SMAT23-A1 è un discorso parlamentare (tipo di discorso A).

Diacronia

Il corpus IMPAQTS copre la storia della Repubblica Italiana dalla sua fondazione fino all’anno di pubblicazione della risorsa. Per agevolare le ricerche, è stato diviso in tre sotto-sezioni: il sotto-corpus A include discorsi pronunciati tra il 25 giugno 1946 e il 24 maggio 1972 (legislature I-V); il sotto-corpus B dal 25 maggio 1972 al 14 aprile 1994 (legislature VI-XI); il sotto-corpus C dal 15 aprile 1994 al maggio 2023 (dalla legislatura XII alla chiusura del progetto).
Il primo confine temporale rende conto del cambiamento nei temi e nei toni del dibattito politico che si osserva in Italia nei primi anni ‘70, in particolare con la prima proposta di legge per la regolamentazione dell’aborto. Il secondo discrimine corrisponde al passaggio dal sistema elettorale proporzionale a quello maggioritario, che segna una svolta politica cruciale, definita come l’inizio della cosiddetta Seconda Repubblica.
La consistenza delle tre sotto-sezioni non è omogenea, ma progressivamente crescente verso la contemporaneità, sia a causa della disponibilità di risorse audio-video (e persino di semplici trascrizioni dei discorsi), che diminuisce man mano che ci allontaniamo dal presente, sia per rispondere all’obiettivo del progetto IMPAQTS di disseminazione ed educazione rispetto ai temi legati all’implicito linguistico. Si è ritenuto che tale impegno fosse più efficace se applicato a testi politici recenti, prodotti in contesti culturali meglio conosciuti dai cittadini.

Sotto-corpus Numero di discorsi Percentuale
A (1946-1972) 100 6,67%
B (1972-1994) 335 22,33%
C (1994-2023) 1065 71.00%

Data l’importanza del parametro diacronico, a ogni discorso è associato come metadato anche il decennio in cui è stato pronunciato. Inoltre, l’anno di esecuzione è incluso nel codice che nomina ciascun discorso, come quinto e sesto carattere: ad esempio, il discorso EDNI46-A1 è stato pronunciato nel 1946, e SMAT23-A1 nel 2023.

Parlanti

Per considerare il ruolo dello stile personale nel determinare i fenomeni linguistici riscontrabili nel corpus, sono stati inclusi 10 discorsi per ciascun politico, bilanciati secondo i tipi di testo presentati in §2.1: 4 discorsi parlamentari, 2 comizi, 1 assemblea di partito e 3 dichiarazioni. Sono quindi stati selezionati 150 politici, per un totale di 1500 discorsi bilanciati come riferito nel §2.1. Il nome del parlante è univocamente identificabile dal codice del discorso (es. SMAT per Sergio Mattarella, EDNI per Enrico De Nicola).
Il primo criterio per la selezione dei politici è la distribuzione temporale presentata nella sezione §2.2. Quindi si sono selezionati solo 10 politici degli anni ‘40-’60 (sotto-corpus A), mentre ne sono stati inclusi più di 100 attivi negli ultimi 30 anni. Per ogni periodo, si sono preferite figure ben note, e la selezione è stata anche rispettosa della composizione delle assemblee parlamentari nel periodo considerato, in termini di genere e affiliazione politica.
Data la storia politica italiana, le donne non sono rappresentate nel corpus fino agli anni ‘60. L’intero corpus include 340 discorsi di donne (23%, 34 parlanti) e 1160 discorsi di uomini (77%, 116 parlanti). L’età media dei parlanti è di 56 anni. Il più giovane ha 27 anni, mentre il più anziano ne ha 89.
L’affiliazione politica è rappresentata dal partito a cui il politico apparteneva al momento del discorso. Data la frammentazione dei partiti politici italiani, sono stati inclusi nei metadati non meno di 65 partiti diversi. Per agevolare la ricerca, è stato aggiunto il metadato “orientamento politico”, che include sei possibili valori: sinistra (220 discorsi, 14,6%), centro-sinistra (410 discorsi, 27,3%), centro (250 discorsi, 16,6%), centro-destra (310 discorsi, 20,6%), destra (145 discorsi, 9,6%), indipendente (165 discorsi, 11%).
Il ruolo istituzionale del relatore al momento del discorso è incluso nei metadati, con la massima precisione possibile. Ad esempio, può essere segnalato come “membro del Parlamento”, “segretario di partito”, o entrambi.

Multimodalità

Il corpus IMPAQTS è in massima parte un corpus multimodale, e fornisce l’allineamento fra testo e audio/video a livello dell’enunciato. Tuttavia, l’ambizione di coprire l’intera storia della Repubblica Italiana in diacronia ha reso necessario includere 63 discorsi per i quali non sono disponibili registrazioni. Circa 600 discorsi sono invece disponibili solo in formato audio, mentre i rimanenti oltre 800 discorsi sono in formato video.
Le registrazioni sono state reperite da diversi archivi, tra cui le web TV delle Camere e i canali YouTube dei partiti e dei politici. Una fonte preziosa per i discorsi meno recenti è stata l’archivio di Radio Radicale, una collezione molto ampia che include non solo registrazioni parlamentari a partire dal 1976 (mentre le web TV delle Camere sono disponibili solo dalla XIV legislatura, cioè dal 2001), ma anche una vasta collezione di comizi, assemblee di partito, messaggi trasmessi e conferenze stampa, alcuni dei quali risalgono agli anni ‘60.
La multimodalità del corpus consente una serie di ricerche sulla prosodia e sui gesti, recentemente al centro dell’attenzione di molti approcci alla pragmatica (Lo Re & Cominetti 2024).

Trascrizioni

Il dato orale è l’ovvio punto di partenza di un corpus parlato. Tuttavia, per gran parte del corpus IMPAQTS, le trascrizioni provengono dalle relazioni stenografiche delle sessioni parlamentari (discorsi di tipo A). Per gli altri tipi di testo (C, P, F, T, N), i discorsi sono stati trascritti automaticamente attraverso lo strumento Google Speech-to-Text. Sia gli stenografici sia le trascrizioni automatiche sono stati revisionati da almeno due persone per ripristinare la fedeltà al dato parlato.
Saranno rilasciate due versioni della sezione scritta del corpus: nella prima, per facilitare la leggibilità, è inserita la punteggiatura ortografica (vedi sotto); nell’altra, sono inseriti i break prosodici secondo le convenzioni Lablita/C-ORAL-ROM (Cresti & Moneglia 2005). Entrambe le versioni saranno consultabili con o senza l’annotazione pragmatica.
Nel progetto C-ORAL-ROM, l’identificazione delle pause terminali è adottata come metodo euristico per determinare i confini dell’enunciato, sulla base dell’idea che la performance dell’atto linguistico è necessariamente correlata alla prosodia, che costituisce l’interfaccia tra l’atto illocutorio e locutorio. Adottando questo quadro teorico, i discorsi del corpus IMPAQTS sono segmentati prosodicamente da break terminali, che separano gli enunciati, indicati da un doppio slash (//). A loro volta, gli enunciati possono essere semplici o ulteriormente segmentabili in unità prosodiche, delimitate da break prosodici non terminali (slash singolo: /). L’annotazione prosodica dell’intero corpus è stata svolta dalla dott.ssa Valentina Saccone (Università di Firenze) sotto la supervisione di Alessandro Panunzi e Federica Cominetti. Un esempio dell’inserimento di pause prosodiche, confrontato con la punteggiatura ortografica, è presentato nell’esempio seguente:

(4) Tre episodi/ in un secolo/ sono troppi/ per ritenerli frutto di circostanze casuali,// e non invece come una risposta sistemica/ al modo di organizzarsi della vita parlamentare/ e degli attori politici/ che rendevano difficile/ le alternanze fisiologiche.// [BAND99-P1]

Se la segmentazione per mezzo dei break è un modo per trascrivere la prosodia, l’inserimento della punteggiatura in una trascrizione è operazione interpretativa, spesso indipendente dalla prosodia stessa. La punteggiatura è un dispositivo testuale scritto il cui principale scopo è quello di segmentare il testo in unità semantiche, interagendo anche con la sintassi, mentre le unità prosodiche possono non dipendere dalla semantica (e ancor meno dalla sintassi). Tuttavia, molti dei discorsi del corpus IMPAQTS sono testi pianificati, sintatticamente complessi ed evidentemente concepiti in forma scritta. Se prive di punteggiatura, le trascrizioni di solito non sono facilmente leggibili. È stata quindi presa la decisione di rilasciare una versione del corpus con punteggiatura ortografica, basata su un paradigma leggermente ridotto delle regole standard della punteggiatura italiana, che interagisce anche con la prosodia. In particolare, l’inventario dei segni di punteggiatura include (cfr. Saccone & Cominetti 2021):

  • Punto: indica sempre una pausa terminale e inizia sempre una nuova riga.
  • Virgola: copre una varietà di funzioni: apre e chiude relative non restrittive e subordinate circostanziali; segnala coordinazione ed elenchi. La virgola può anche corrispondere a una pausa prosodica terminale, specialmente quando il primo atto illocutorio ha realizzazione monorematica (ad es. Bene,// cominciamo.//).
  • Punto interrogativo: segnala le domande.
  • Punto esclamativo: segnala enfasi emotiva.
  • Due punti: utilizzati solo per introdurre il discorso riportato incluso tra virgolette.
  • Parentesi: segna digressioni che costituiscono un’unità prosodica.
  • Trattini, adottati solo per isolare un elemento di cornice all’interno di un discorso riportato.
  • Punti di sospensione: usati con due possibili funzioni: suggerire che ulteriori informazioni inferenziali sono necessarie per elaborare l’enunciato; segnalare un enunciato interrotto, sintatticamente incompleto.
  • Punto e virgola: non è adottato.

La lunghezza media delle trascrizioni è di 9.165 caratteri. La trascrizione più breve è lunga 294 caratteri mentre la più lunga è di 37.874. Con poche eccezioni, i discorsi lunghi sono stati tagliati dopo circa 12 minuti di svolgimento.

Annotazione pragmatica

Implicitezza nel discorso politico

Il corpus IMPAQTS è interamente annotato per impliciti linguistici veicolanti informazioni discutibili: una vasta raccolta di esempi spontanei di strategie linguistiche implicite in italiano è infatti uno degli obiettivi principali del progetto. Le strategie linguistiche implicite sono ampiamente utilizzate in testi a scopo persuasivo, come ad esempio il discorso politico (Sbisà 2023[1999]; de Saussure & Schultz 2005; Charaudeau 2005; Reisigl 2008; van Dijk 2011; Lombardi Vallauri & Masia 2020; Cominetti et al. 2023).

Il modello di strategie linguistiche implicite adottato nel progetto IMPAQTS si basa sull’analisi teorica di Sbisà (2007, 2023[1999]), sviluppata in Lombardi Vallauri & Masia (2014), Lombardi Vallauri (2016a, 2016b, 2019), sottoposta a verifica in Lombardi Vallauri et al. (2020), Cominetti et al. (2023), Coppola et al. (2024), tra gli altri.
Il modello include quattro macro-categorie di implicito linguistico: presupposizione, implicatura, vaghezza e topicalizzazione. La presupposizione suggerisce che un certo contenuto debba essere dato per scontato in una conversazione (Stalnaker 2002):

(5) Volete che De Mita e Craxi smettano di litigare? [GSPA87-T1]

In (5), il predicato di cambiamento di stato “smettere” presuppone che De Mita e Craxi stessero litigando al momento dell’enunciazione (altrimenti non avrebbero potuto smettere). I predicati di cambiamento di stato sono solo uno dei molti attivatori di presupposizione individuati nella letteratura. Un elenco completo degli attivatori è incluso nello schema di annotazione del corpus (si veda §4.4).
Le implicature sono il secondo pilastro dell’implicito linguistico. Si tratta di proposizioni che possono essere comunicate attraverso un enunciato senza essere esplicitamente dette (Grice 1975):

(6) E chissà se con questi sondaggi sempre molto bassi non c’entri qualcosa anche il fatto che non abbiamo grandi risorse da spendere per commissionare sondaggi. [GMEL14-P1]

In (6), la parlante implica che i sondaggi nascondano deliberatamente la popolarità del suo partito e che gli istituti di sondaggio favoriscano chi commissiona i sondaggi. Questo è un esempio di implicatura conversazionale, che sorge come effetto dell’obbedienza alle quattro Massime Griceane della conversazione (Grice 1975), le quali congiuntamente esprimono il Principio di cooperazione. Nel caso di (6), l’enunciato violerebbe la massima di quantità, dando apparentemente informazioni insufficienti sulla ragione per cui avere risorse scarse comporta avere sondaggi negativi. Tuttavia, se al contenuto esplicito del messaggio viene aggiunta l’implicatura, la massima risulta rispettata.
Nel protocollo IMPAQTS sono inoltre stati isolati due sotto-tipi di implicature conversazionali, innescate rispettivamente da metafora (7) e da lista (8) (Masini et al. 2018):

(7) Perché con l’anestesia dei bonus ci hanno totalmente addormentati. [ADBA17-A1]

In (7), la metafora medica fa implicare che i bonus pubblici siano uno strumento per rendere i cittadini incoscienti.

(8) Inchiniamoci all’uomo che ha incarnato in sé, difeso, portato al trionfo una causa che è nel cuore di tutti gli uomini semplici, la causa del progresso sociale, del socialismo, della fraternità fra tutte le nazioni. [PTOG53-A1]

In (8), la lista che include il progresso sociale, il socialismo e la fraternità fra tutte le nazioni implica che il socialismo sia un valore umano desiderabile come gli altri due membri della lista.
La letteratura definisce due altri tipi di implicature: convenzionali e generalizzate. Le prime derivano dall’uso di espressioni (spesso congiunzioni e avverbi) a cui sono convenzionalmente associate. Ad esempio l’avverbio “finalmente” implica convenzionalmente che la proposizione su cui ha portata è stata attesa per molto tempo. In (9) è implicato che fino ad ora una visione non accentratrice dello Stato, benché a lungo attesa, non sia stata perseguita con serietà e coerenza:

(9) Istituzioni che ascolto e rispetto, signori delegati delle Regioni, in quanto portatrici di una visione non accentratrice dello Stato, già presente nel Risorgimento e da perseguire finalmente con serietà e coerenza. [GNAP13-A1]

Le implicature generalizzate sono implicature conversazionali che tendono a realizzarsi frequentemente, anche in contesti diversi:

(10) E quindi ci sono due campi. Ci sono i nazionalismi, che vogliono distruggere l’Unione Europea, e dall’altro, ci siamo noi, che abbiamo l’ambizione di volerla cambiare, rifondare, rimettendo al centro il valore della persona. [NZIN19-F1]

In moltissimi contesti, incluso quello in (10), dire che ci sono “due campi” implica che ci siano “due e non più di due campi”, escludendo implicitamente qualsiasi terza opzione.
La vaghezza è una strategia implicita contigua alle implicature, in quanto lascia anch’essa agli interlocutori il completamento del contenuto espresso esplicitamente. In particolare, si adotta qui una definizione pragmatica di vaghezza, che va distinta dalla vaghezza intrinseca a tutti i segni linguistici (De Mauro 1982). La vaghezza persuasiva si fonda sull’omissione intenzionale, da parte dell’emittente, di significati denotativi precisi e quindi discutibili, non rinunciando a connotazioni favorevoli al suo scopo (Lombardi Vallauri 2016a, 2016b, 2019; Mannaioli 2025). Tipicamente, i parlanti ricorrono alla vaghezza persuasiva quando vogliono accusare (spesso in maniera esagerata) i rivali, o quando fanno promesse (spesso esagerate). La vaghezza può essere ottenuta attraverso mezzi semantici, come in (11), o mezzi sintattici, come in (12):

(11) Qua c’è gente che chiacchiera di mafia ma poi se la dà a gambe quando si deve intervenire con durezza contro la mafia, eh. Qua l’antimafia dei chiacchieroni. [MSAL20-A1]
(12) Quante menzogne sono state dette in quest’Aula. [ADBA13-A1]

In (11), il termine generico “gente” viene usato per evitare di menzionare esplicitamente le persone effettivamente responsabili del comportamento sotto accusa. In (12), la sintassi passiva consente l’omissione dell’agente (chi ha mentito in Aula?)
Infine, la topicalizzazione è una categoria di implicito basata sulla presentazione prosodica e/o sintattica di un contenuto come tema (o topic), ovvero come un’unità informativa che non trasmette la forza illocutiva dell’enunciato. Il topic è definito in opposizione al comment, la parte dell’enunciazione che ne realizza lo scopo informativo e ne trasmette la forza illocutiva. Non diversamente dalle presupposizioni, i topic tendono a ricevere una processazione più superficiale, perché codificano le informazioni come già attive nella memoria a breve termine degli interlocutori (Lombardi Vallauri 2009; Lombardi Vallauri & Masia 2014). Costituiscono una strategia di implicitazione perché, come la presupposizione, lasciano implicita la responsabilità epistemica della fonte per l’introduzione del contenuto. Si vedano i seguenti esempi. In (13a) una topicalizzazione (in corsivo) con ripresa pronominale suggerisce che nel contesto del discorso si stia già ammettendo che il mondo imprenditoriale e la grande stampa abbiano sfidato l’oratore. In (13b) è invece mediante la prosodia che tre Topic presentano come già attive nella mente di chi ascolta le “malefatte” politiche degli avversari di chi parla:

(13a) E la cosa per cui il mondo imprenditoriale, la grande stampa ci hanno sfidato, noi l’abbiamo fatta finalmente, noi l’abbiamo fatta e ora c’è la possibilità di attuarla effettivamente. [DCAP13-A1]
(13b) La nostra città è su un crinale pericoloso perché 15 anni di buonismo, 15 anni di atteggiamenti lassisti, di ipocrisia, hanno determinato dentro la nostra città una sorta di processo a catena di tipo negativo. [GALE08-C1]

Strategie implicite diverse possono sovrapporsi sulla stessa stringa di testo:

(14) Un progetto politico capace di dire basta, all’idea demagogica che le sorti del Paese stiano solo nelle mani dell’imprenditoria e della finanza. [SCRA09-P1]

In (14), viene sia presupposto che topicalizzato prosodicamente, come Topic a destra (Appendice) che esista un’idea demagogica secondo cui il destino del Paese sia solo nelle mani dell’imprenditoria e della finanza, ed è anche vago chi sia il fautore di tale idea.
Ricordiamo che nel corpus IMPAQTS vengono annotati solo i contenuti potenzialmente manipolatori, basandosi sull’orientamento teorico presentato nel §4.1. Infatti, l’implicito linguistico non è di per sé un dispositivo linguistico disonesto. Al contrario, può essere una strategia di sintesi e cortesia. Ad esempio, è ovviamente lecito da parte dell’emittente presupporre che esista la Repubblica Italiana: sarebbe anzi inutile affermarlo esplicitamente. Il criterio adottato per distinguere l’implicito potenzialmente manipolatore dall’implicito legittimo si basa sul concetto di “bona fide vero”. Sono bona fide veri quei contenuti che qualsiasi parlante può legittimamente pensare siano condivisi dagli altri partecipanti alla conversazione.
Lo schema completo di annotazione con le relative etichette è presentato in Tabella 3:

STRATEGIA IMPLICITA ETICHETTA
IMPLICATURA
convenzionale impl_conv
generalizzata impl_gen
conversazionale particolarizzata impl_cvrs
conversazionale da metafora impl_met
conversazionale da lista impl_list
PRESUPPOSIZIONE
pragmatica ppp_prag
semantica da descrizione definita ppp_ddef
semantica da relativa restrittiva a testa definita ppp_rel
semantica da descrizione indefinita anaforica ppp_dindef
semantica da subordinata avverbiale ppp_sub
semantica da secondo termine di paragone ppp_par
semantica da predicato di cambiamento di stato ppp_pcs
semantica da predicato fattivo ppp_fatt
semantica da avverbio ppp_avv
semantica da aggettivo ppp_agg
semantica da domanda K ppp_dom
semantica da domanda alternativa ppp_alt
semantica da controfattuale ppp_cntr
VAGHEZZA
sintattica vag_sint
semantica vag_sem
da metafora vag_met
TOPICALIZZAZIONE
a matrice sintattica top_sint
a matrice prosodica top_pros

Ogni contenuto veicolato implicitamente svolge nel testo (almeno) una funzione comunicativa (Brocca et al. 2020, Garassino et al. 2022). In particolare, le funzioni individuate nel progetto IMPAQTS sono cinque: Opinione, Attacco, Auto-elogio, Elogio di altri, Auto-difesa.

FUNZIONE COMUNICATIVA ETICHETTA
Opinione OP
Attacco TT
Auto-elogio AU
Elogio di altri EL
Auto-difesa DI

Ad esempio, l’implicatura conversazionale descritta in (6) funge da attacco verso gli addetti ai sondaggi e verso chi li finanzia, ed ha anche funzione di autodifesa, fornendo una giustificazione per i sondaggi che risultano ostinatamente sfavorevoli al proprio gruppo politico.

Protocollo di annotazione pragmatica

L’annotazione pragmatica è una procedura basata sull’interpretazione dell’analista, e quindi dipende dalla sua competenza e sensibilità riguardo ai fenomeni pragmatici, oltre che dalle sue conoscenze enciclopediche intorno all’oggetto del discorso. Nel progetto IMPAQTS, il protocollo include lo studio della letteratura rilevante, un vademecum ad hoc e la formazione dei collaboratori a opera del responsabile del progetto.
Ogni discorso è annotato da tre annotatori indipendenti, di cui uno successivamente assume il ruolo di revisore, confrontando le tre versioni annotate e validando quella definitiva.
Le stringhe di testo sono contrassegnate con le etichette corrispondenti alla strategia implicita e alla sua funzione comunicativa, e il contenuto implicito viene reso esplicito (Sbisà 2021):

(15) Di questo si tratta, e [dispiace che la maggioranza non se ne renda conto]ppp_fatt/TT. [AOCC92-A1]
Ppp_fatt = È presupposto che la maggioranza non si renda conto (della necessità di ri-legittimare le istituzioni).

Bibliografia

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